Dai libri di storia alla storia della realtà: comprendere la “questione palestinese” 

La storia si può leggere nei libri, si può ascoltare dai testimoni che l’hanno vissuta, si può osservare quando è “vita che accade”. La pandemia in corso ci ha ricordato la peste raccontata da Boccaccio, da Manzoni, da Camus, facendoci sentire sventurati protagonisti di una futura narrazione.

In questi ultimi giorni di maggio, anche la ripresa dei combattimenti tra Israele e gruppi armati palestinesi della Striscia di Gaza, ci fa vivere cose che hanno insieme il sapore di avvenimenti letti e della “vita che accade”. Per i più i giovani, che ritrovano in queste vicende “paragrafi” studiati sui libri, magari sui quali sono anche stati interrogati, grande è la curiosità che si accende e la speranza di trovare delle rassicuranti risposte ai tanti perché la guerra e la violenza generano.

 Per trovare una risposta a questi perché, le alunne e gli alunni della 3 H della secondaria Pintor hanno approfondito le cause dei combattimenti, iniziati lo scorso 10 maggio a seguito degli scontri tra palestinesi e polizia israeliana sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Hanno cercato poi di capire come i giornali e i social media raccontassero questi eventi e, non contenti delle risposte trovate, hanno scritto a Rosita Li Peri, una professoressa dell’Università di Torino, esperta di Medio Oriente, girando a lei i loro perché. È nato così questo scambio che ha aggiunto conoscenza e sfumature a una vicenda che dai libri di scuola è diventata per questi ragazzi oggetto di riflessione e discussione.  

La lettera delle alunne e alunni della 3 H alla professoressa Rosita Li Peri dell’Università di Torino

Lettera inviata a RAI News, sabato 15 maggio 2021 da studiosi del Medio Oriente

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